5 scrittori | 3 giorni | 1 borgo il più bello #SambucadiSicilia

Tre giorni ospiti delle aziende vinicole per il progetto narrativo "Il borgo colore del vino. Storie di vigne e vignaioli nelle terre di Sambuca",  per raccontare il lavoro e il territorio.
A nove mesi dall’uscita del mio romanzo Campanella,  che descrive il territorio tra Menfi e Sciacca, questa scrittura dei luoghi e del lavoro diventa un format per raccontare le potenzialità locali.
Un festival di vini e letteratura che avrà come protagonisti scrittori, giornalisti, aziende vinicole e case editrici.
Venerdì 20 maggio alle ore 18:30 coordinerò l’incontro “Ebbre. Donne di penna e di vino”, dialogando con Daniela Gambino, Clelia Lombardo, Angela Scandaliato e le donne del vino del territorio. 
Continua la mia ricerca nel mondo delle donne del vino siciliano e l’istinto di voler raccontare la Sicilia con nuovi occhi e con nuove storie. Tutto ciò è in linea con un percorso di studio e scrittura che vedrà l’uscita, in inverno, della prossima storia dell’avvocato Campanella, questa volta descrivendo un processo culturale legato al mondo del vino ed esplorando al contrario il punto di vista di un approdo,  e di un mare di bene che arriva fino ai filari del #menfishire.
L'evento è organizzato da Naxoslegge e dal Comune di Sambuca di Sicilia. 
Direttore artistico: Fulvia Toscano (Naxoslegge) 


Vi aspettiamo 












Sabato 16 ore 12:00 Aperitivo con l’autore 
Loggiato Comunale Piazza del Popolo CESENA
Presentazione del romanzo “Campanella”, un libro che nasce dal vino per raccontare le eccellenze della Sicilia. Incontro con l’autrice Maria Cristina Sarò in collaborazione con l’associazione Il Grafema. 
A seguire degustazione di vini Cantine Settesoli. 




www.romagnawinefestival.it 








domenica 10 aprile ore 16:45 Padiglione 2 

Area istituzionale Regione Sicilia


Dopo otto mesi in giro con questa piccola storia di vino e d'amuri, posso dire di aver coltivato rapporti, di non aver chiesto niente a nessuno se non coraggio e forza al mio editore. Ho aspettato che Campanella crescesse dentro al cuore degli  altri e ora condivido progettualità. Questo era un piccolo bizzarro sogno: tornare in Sicilia, raccontarla come osmosi di bellezza invece è stato qualcosa di straordinariamente umano! Un romanzo che racconta il mondo del vino e il mondo del vino risponde. In questo tempo, ho imparato che sono forte per poter sopportare, raccontare, rinascere ancora. Ho capito quanto sia importante la mia natura. Chi non ha compreso, chi non ha capito che le foglie non crescono per spingersi ma per stare tutte assieme con l'obiettivo di una primavera civile,  è la Sicilia che non mi rappresenta, che non rappresento e che mai racconterò perché è facile dire che tutto è dovuto. No, esistono le persone in tutti i gradi dei ruoli e dei mercati. Esistono le persone, i siciliani, i lavoratori del vino. Sono stata letteralmente accolta, con le mie parole, da un mondo intelligente e culturalmente preparato: il mondo del vino. Oggi di gran lunga più attento e propositivo del mondo culturale. Le donne che ho incontrato, con le quali mi sono piegata sulle viti in pieno inverno, sono  donne siciliane che non hanno mai creduto che tutto sia dovuto anzi hanno lavorato per il dovere di una tradizione, di una terra, di una mare di bene e, lavorando, hanno coltivato e conquistato il diritto a rappresentare questa terra. Anch'io, scrivendo, sto coltivando il mio diritto a rappresentare questa terra. Anch'io ho lavorato per vedere crescere le mie mani. Dimostrare che la fatica delle mani dentro alla terra è la stessa fatica che le mani investono per trovare le parole. E quel mondo, il mondo del vino, si è fermato davanti a questa evidenza, davanti al mio cuore e davanti a questa storia. Ora posso dire che nulla è dovuto, tutto è tempo forza e cuore che pulsa. Io sono malinconicamente felice e per una volta non sono da sola a esplodere d'amore per questa terra. Questo voglio: credere che si possa raccontare, si possa amare, ancora. Da qui, ripartono le mie mani: da questa consapevolezza, dallo stesso studio che ho fatto per Campanella. E tutte le volte che mi fermerò ad ascoltare un Franco tra le vigne o a guardare una Santuzza, lì al porto di Sciacca dove un giorno mi persi ma grazie ai suoi occhi ritrovai la strada, penserò sempre che è giusto non avere fretta, è giusto l'inverno della fatica, giusta è la solitudine dopo il canto. 
C'è una nuova storia che sto scrivendo, una nuova storia dell'avvocato Campanella. E ora non può che essere un processo culturale, qui, in Sicilia. Dal porto di Sciacca ai filari del menfishire, camminando lungo la bellezza di una costa che ci bacia gli occhi di tramonto e poi d'acqua salata. 


“Picchì civile è chi guarda e non scappa, fa il possibile per avere voce in questa vita, per questo inverno, dentro a questi filari dove non c’è ancora l’uva ma ci sono le persone che vogliono cantare la verità”


Durante il Vinitaly, presenterò anche "Vendemmia di parole/Harvest of words" un progetto teatrale nato da Campanella e che ho l'onore di condividere con una straordinaria persona e un'artista sensibile: Vito Bartucca.
Ringrazio la rete nazionale Le Donne del Vino, la sua presidente Donatella Cinelli Colombini,  Lilly Ferro Fazio,  Elena Martusciello, tutte le produttrici siciliane, la Regione Sicilia.

Grazie Sicilia, io e Sciascia ti amiamo come isola di persone e no come scoglio di siciliani.
Grazie NonnoNino. 
Grazie Campanella. 









"Conversazioni con autore" è la rassegna organizzata da Banco 32 in collaborazione con la Libreria Trame di Bologna.
Campanella ritorna in Emilia, giovedì 3 marzo alle ore 18:00
Ne discuto con Simona Mammano, scrittrice e lettrice, e suono le parole con il maestro Lucio Corenzi.
Un Campanella contrabbasso e voce.
In verità, io non so mai dove metto le mani ma so che trovo sempre un cuore, una musica, una verità.
Vivo onestamente e nel silenzio giusto della parola, accussì mi prendo cura dei miei sogni e del presente divenire. Amo le perone veramente e nel silenzio giusto dell'amore. Amore per gli altri e per la Bellezza che nasce sempre dall'incontro. A volte dalla frattura e dal dolore, altre volte da quel valore calpestato che si chiama umanità e si declina in educazione. Spero di capire anzi spero di possedere ancora questa passione mai calcolata, ingenua, genuina, picciridda, luce profonda luce. Per me, la parola è sempre musica. E la musica è sempre Dio.
Forse è la musica che sta parlando o forse sono le mie mani che si muovono come le note.


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